Thursday, July 24, 2008

PIC OF THE DAY | Riding Towards South

VALENCIA | Parco naturale dell'Albufera

Monday, July 21, 2008

08 | Summer of Valencia

FA CALDO OGGI. Anche adesso che sono quasi le undici di sera, mentre scrivo queste righe stando stravaccato nel mio divano blu. Fa troppo caldo per fare qualsiasi cosa. Capitan Levante, nell’altro divano, fa il bucio come al solito mettendo su canzoni di Biagio Antonacci quasi dovesse prepararsi per una gay parade a sorpresa. Disgustorama!

D’estate qui a Valencia è difficile annoiarsi; al contrario, c’è l’imbarazzo della scelta, sempre che non si lavori (e noi lavoriamo molto poco). Ci sono spiagge, parchi, musei, festival estivi e chi più ne ha più ne metta. Se proprio si mette male si può optare per un tour zingaro al Cabanyal, quartiere storico di inizio ‘900 destinato alla distruzione, un po’ per motivi di speculazione urbanistica e un po’ perché gli zingari, a quanto pare, stanno sulle palle pure ai Valenciani.

VALENCIA | Scorcio del quartiere Cabanyal

Malgrado l’ampia e variegata offerta di attività io e Paolo non riusciamo ad organizzare quasi mai niente, vista la scarsa collaborazione dei nostri colleghi, troppo pigri o troppo presi dalle loro antipatie per mettersi d’accordo e passare un bel pomeriggio tutti insieme. Anzi, scrupolosamente si evitano a vicenda per rendere il clima di questa base acido quanto basta. E dire che quest’estate l’avevo iniziata con tanti buoni propositi, specialmente quelli di andare spesso in spiaggia e di fare tanto sport. Purtroppo in spiaggia ci sto andando poco, anche perché non posso andarci ogni volta solo con Capitan Levante, mentre per quanto riguarda lo sport le cose vanno molto meglio: palestra, piscina, attività all’aperto e passeggiate in bicicletta. Grazie ai numerosi giorni di home stand-by che ci mettono i simpaticoni polacconi del Crew Control di Dublino abbiamo abbastanza tempo libero da prepararci quasi per le Olimpiadi. Io mi sono attrezzato alla grande: corda per saltare, palloni di ogni tipo, forma e dimensioni, racchettoni da coatto da spiaggia e, dulcis in fundo, bicicletta. Erano anni che volevo comprarne una decente, non come quelle di Mondial Casa che ci affibbiavano gli audaci venditori di plastica di Mediaset negli innocenti anni della nostra adolescenza, in pieni anni ’80. E noi, poveri ingenui teenagers cresciuti con McGuyver ed A-Team, facevamo salti di gioia a causa di quell’insperato regalo che accompagnava la batteria di pentole da duemilatrecento pezzi delle nostre mamme. Presto però il regalo si rivelava per quello che era: una maledizione, e delle peggiori, in quanto l’infernale creatura biruote richiedeva una costante manutenzione 24 ore su 24, praticamente per sempre.

ANNI '80 | A-Team e Mc Guyver

Così questo mese, appena mi hanno pagato, sono corso al Carrefour (bello stronzo, potevo andare da Decathlon…vabbè!) e ho comprato una bicicletta degna di questo nome: bella, rossa, ammortizzata ovunque tranne dove serve, e col solo piccolo inconveniente del pedale sinistro che si svita regolarmente ogni 7.5 chilometri. A parte quello, mi porta dove voglio. Questo pomeriggio, dopo qualche test sulla breve distanza, l’ho provata su una pista ciclabile che parte praticamente da casa mia, in Avenida del Cid, e arriva fino alla spiaggia del Saler, estremo meridionale di Valencia. Non ho ancora comprato un contachilometri, ma il percorso deve essere stato di circa 25 chilometri, mettendo in conto che mi sono perso nei campi anche un paio di volte.

La pista inizia nell’antico cauce del Turia, su cui si prosegue fino alla Ciudad de las Artes y Ciencias, da dove praticamente finisce la città e iniziano i campi. Qui non si incontrano più vecchietti che fanno T’ai chi, mamme con passeggini o papà con ragazzini al seguito, ma nemmeno belle ragazze in tenuta da jogging. Dove inizia la pista del Saler si incontrano esclusivamente ciclisti, più o meno in forma. Si prosegue tra i campi e frazioni di villaggi fino alla ferrovia che corre lungo la costa, la quale impone un grosso sforzo per essere superata da noi prodi ciclisti. Dal cavalcavia fino alla spiaggia si prosegue poi indisturbati, anzi, si rischia addirittura di disturbare visto che nei pressi del quartiere Nazareth mi sono imbattuto in due “atleti” che trombavano allegramente nella cabina di un furgone. Viva la Spagna! Purtroppo quando si ha bisogno veramente della macchina fotografica la si dimentica puntualmente a casa!!

Rispetto alla già non bellissima spiaggia della Malvarrosa quelle del Pinedo e del Saler sono più ventose e vicino al porto, per cui non troppo lontano transitano le navi cariche di container che portano le arance e i mandarini valenciani in Cina e i Mandarini cinesi a Valencia. Tuttavia il percorso per arrivarci è molto interessante e offre parecchi scorci suggestivi per fare qualche foto...


QUOTE OF THE DAY | Well, when it comes down to me against a situation, I don't like the situation to win. Mc Guyver