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Wednesday, August 5, 2009

-- | To serve and protect. No thanks!

BELLA COSA LA POLIZIA. Da quando sono arrivato in Sardegna, ad inizio Giugno, sono stato fermato da agenti di forze dell'ordine tre volte, una media di una ogni venti giorni. L'ultima ieri notte alle 2:00, in paese, mentre tornavo a casa ubriaco di caffè e succo di pesca. Appena uscito dal posteggio, paletta. Sarò stato sui 30-40 km/h, ma l'auto sportiva e la marcia bassa hanno dato al prode poliziotto di turno l'idea che stessi provando una rossa a Fiorano. Taac, paletta. Un classico. Abbastanza esilarante la conversazione, avvenuta mentre i valenti tutori della legge verificavano i miei documenti:

-Non stava andando un po' troppo veloce?
-No, agente.
-Sa quant'è il limite di velocità?
-Certo, 50 km/h.
-Ah si? E dove sta scritto?
-Nel codice della strada?
-No. Di notte ed in prossimità di intersezione è meno di 50 km/h.
-Ah, ok, comunque andavo più lentamente.

Dato che il simpaticone in divisa si prendeva la libertà di creare articoli del CDS a suo piacere avrei voluto fare qualche battuta tipo "Non sapevo che facessero i poliziotti con l'autovelox incorporato adesso!" o "Mi scusi agente, non ho ripassato...mi metta un due e recupero la settimana prossima va bene?", ma ho preferito annuire e dare ragione al nuovo Nobel per la Polizia perchè avevo un sonno pazzesco ed una conversazione con una panchina del parco sarebbe stata più produttiva. Certo che dà rabbia vedere certi coglioni col posto fisso e tanti ragazzi in gamba alla continua ricerca della dignità di un lavoro.

E' comunque un'usanza banana istituire posti di blocco un po' ovunque, specialmente dove non c'è rischio di beccarsi una pallottola ma anzi è facile fare incetta di multe per riempire un po' le casse statali. In Spagna, in sei mesi, non sono stato fermato nemmeno una volta. Poveri Spagnoli, si sentiranno di sicuro abbandonati dalle istituzioni nel non vedere un poliziotto ad ogni angolo di strada. Ma, è noto, non tutti i paesi possono essere efficienti e sensibili al problema della criminalità e del traffico come la Banania, dove è prevista la sottrazione dei punti della patente anche per i conducenti di veicoli che non la richiedono, quali monopattini o biciclette.
Ogni volta che vado fuori città la raccomandazione dei miei genitori è "Attento alle multe"; si vive con la paura di prendere una multa, spesso perchè ingiusta, piuttosto che con quella di fare un incidente o incontrare un malintenzionato. In America probabilmente i genitori raccomandano ai figli di fare attenzione ai serial killer, quindi tutto sommato ci va ancora bene, ma mentre li i cittadini -almeno quelli bianchi- fanno attenzione ai delinquenti qui si fa attenzione ai poliziotti. Curioso, non trovate?

USA | La polizia che vorremmo

Una volta fui multato all'interno del porto di Civitavecchia, poco prima di imbarcarmi a bordo di una Terronia diretta in Sardegna. Avendo la cintura di sicurezza rotta non potevo purtroppo allacciarla. Il simpatico finanziere non esitò un solo istante a fare il suo dovere (?) e mi diede un bel multone. Niente da eccepire, ci stava anche tutto. Quando poi mi fece cenno di andare mi avviai verso il traghetto ma venni fermato un istante dopo. Era lo stesso finanziere che picchiava sul finestrino con la paletta: voleva multarmi una seconda volta perchè secondo lui mi ostinavo a non voler allacciare la cintura. Oltre che tonto, anche stronzo...un bel combo, non c'è che dire. A proposito, ma i finanzieri non erano quelli che si occupavano di evasori fiscali e maxi-partite di droga? Ah no, mi sto confondendo con quelli della fiction...

Voglio concludere con un bel poster sulla Terronia, che c'entra poco o niente con le forze dell'ordine ma visto che parlavo di Civitavecchia è bene ricordare un altro dei numerosi svantaggi nell'essere una colonia banana!

SARDEGNA | Piaga napoletana

QUOTE OF THE DAY | Anybody who does not cut his speed at the sight of a police car is probably parked

Saturday, September 27, 2008

19 | Do you speak Portuguese?

IERI SONO STATO ALLA SCUOLA D'IDIOMI. Due volte. Dopo aver controllato la pagina internet della Escuela Official de Idiomas mi sono accorto che rimanevano dei posti vacanti per le lezioni di Portoghese, sia la mattina che la sera, e ho deciso quindi di fare un ennesimo tentativo.
YESTERDAY I WENT TO THE VALENCIA SCHOOL OF LANGUAGES. Twice. After I checked the webpage of the Escuela Official de Idiomas I noticed there were still available places for the class of Portuguese, both in the morning and in the evening, so I tried for the umpteenth time to register.

VALENCIA | Ingresso della scuola ufficiale di lingue

Arrivato alla scuola ho parlato con un giovane segretario che stava quasi per immatricolarmi, ma mi mancava il NIE (Numero de Identidad Extranjeros) per cui sono dovuto tornare a casa a prenderlo. Dopo un'oretta ero nuovamente allo sportello della segreteria, ma alla fine mi mancava comunque sempre qualcosa: il titolo di studio spagnolo, o uno qualsiasi purchè convalidato in Spagna. Visto che mia madre non è riuscita a trovare il mio diploma di licenza media praticamente non ho alternative: devo parlare con la prof e infiltrarmi a lezione.
Once there I spoke with a young secretary who was about to register me, but I forgot the NIE (Numero de Identidad Extranjeros) at home, so I had to back later. After about one hour I was again there, but I was still missing something: my Spanish qualifications, or any qualifications valid in Spain. Since my mother could not find my qualifications of secondary school I have no choice: I must speak with the professor and sneak a peak.

Spero di trovare un po' di tempo per scrivere all'Unione Europea e chiedere a chi si occupa di queste cose perchè col mio Master in Architettura, in Europa, mi ci posso praticamente pulire il culo. Quando uniformeranno i titoli di studio in questa sfigata accozzaglia di paesi che chiamano Unione Europea? E' paradossale...come se un laureato del Connecticut dovesse omologare la sua laurea per poter lavorare, chessò, in California! DISGUSTORAMA!
I hope to find the time to write to the European Union and ask them why in Europe I can just clean my ass with my Master in Architecture. When they will finally make uniform all the qualifications in this concoction of countries called European Union? What happens is paradoxical, like if somebody who graduated in Connecticut should equalize his qualifications to work in California! ODIOUS!

QUOTE OF THE DAY | For the first time since the Roman Empire we have the opportunity to unite Europe. Romano Prodi, EU commission president, 13 Ottobre 1999

Friday, September 5, 2008

10 | Official Bureaucracy School

IMPARARE UNA NUOVA LINGUA COSTA FATICA. Oltre a verbi irregolari, problemi di grammatica e pronuncia, modi di dire eccetera, talvolta si devono anche fare i conti con la burocrazia.
È da un po’ che voglio imparare il Portoghese, ma è difficile trovare un corso, anche a pagamento. Mentre per il Francese, l’Inglese e il Tedesco delle classiche barzellette i corsi sia pubblici che privati abbondano, il povero Portoghese è lasciato un po’ in disparte anche qui dai cugini spagnoli.

Fortunatamente a Valencia esiste la Escuela Official de Idiomas (EOI), in cui si tiene un corso di lingua che può aiutare i fan di Abatantuono a capire le evoluzioni gutturali della lingua del vate. Tuttavia ho la sfortuna di essere un cittadino europeo e di vivere, ahimè, proprio in Europa, dove ci si accorge di essere Europei perché abbiamo tutti la stessa moneta (beh quasi tutti) ed esiste la libera circolazione delle merci e delle persone (altrimenti non si potrebbe lucrare sulla manodopera a basso costo) però per qualsiasi altra cosa ci riscopriamo Italiani, Spagnoli, Inglesi e via dicendo, chiusi quanto e come prima del bellissimo sogno chiamato UE.

Ne ho avuto un’ulteriore conferma qualche giorno fa, quando mi sono recato alla EOI per chiedere informazioni. Dopo una mezz’ora di fila ho avuto una breve chiacchierata con una delle segretarie, la quale mi ha detto che ci si immatricola il 18 e che sono sufficienti una foto, una fotocopia del passaporto, 63 euri e un titolo di studio…spagnolo! Le spiego che sono Italiano perciò posso portare tutti i titoli di studio che vuole, stampati su foglie di banano ovviamente, ma non vanno bene. Ciò nonostante mi spiega che non c’è nessun problema, basta sostenere un semplice esamino e tutto si risolve.
-Che esame?- chiedo io
-Mah…un esamino semplice semplice, chiama questo numero e fatti dire dove e quando si svolgerà!-
-Si ma…è un esame di lingua?-
-Ecco, non so…io non l’ho mica fatto!-
-Ah capisco. E chi risponde a questo numero?-
-Non so…quelli che si occupano dell’esame-
-Il ministero? Un’associazione? Il comune?-
-Non so…ma non ti preoccupare, che tanto è facile!-

Felice di sapere che anche gli Spagnoli la pensano come gli Italiani (non ci si meravigli se c’è crisi in Spagna!) mi congedo e torno a casa nel sole ancora caldo di primo Settembre. Nel pomeriggio chiamo il misterioso numero, che tra parentesi corrispondeva al Consell de Obras, e mi viene detto che dal 6 di Giugno quell’esame non esiste più: era così semplice che è stato abolito!

Ieri sono tornato alla EOI con Capitan Levante ed Eva: solita fila di mezz’oretta, solita risposta. Senza il titolo di studio spagnolo non posso iscrivermi. La tipetta mi consiglia di farmi convalidare gli studi qui, ma già chiesi come farlo tempo fa e per la laurea ci vuole più o meno un secolo, tanto vale prenderne un’altra direttamente in Spagna. Le dico che è assurdo che pur avendo una laurea in Banania qui non possa nemmeno iscrivermi ad un corso di lingua, ma quella serafica mi risponde che “purtroppo le leggi non le faccio io”. Già. Un bel grazie all’Unione Europea, che ancora non si è decisa ad equiparare dal principio tutti i titoli di studio degli stati membri, ad emettere qualsiasi documento relativo ad essi in doppia lingua, a chiamare le nostre lauree banana col nome appropriato, cioè MASTER, e via dicendo.

Per fortuna sono vaccinato da trent’anni contro questo tipo di puttanate
, per cui troverò una soluzione. Al momento ho tre possibilità di iscrivermi al corso di Portoghese, molto distinte tra loro:


Soluzione legale: farmi spedire la licenza elementare o media dalla Sardegna e chiederne la convalida in Spagna. Macchinosa e noiosa.

Soluzione clandestino: aspettare che inizi il corso e chiedere al prof se posso seguirlo pur non essendo iscritto, per amor dell’Arte.

Soluzione illegale: mettermi un pomeriggio su Photoshop e fabbricarmi un documento che sia sufficiente a fare fessi quelli della Escuela Official de Idiotas. Inutile dire che è la soluzione più intrigante…d’altronde anche Tanzi ha fatto tutti fessi scannerizzando la carta intestata della Bank Of America! Un grande!

Vi lascio a meditare sull’insostenibile leggerezza dell’essere…europei!

QUOTE OF THE DAY | Bureaucracy is the art of making the possible impossible Javier Pascual Salcedo

Tuesday, May 13, 2008

06 | The latin way

NIENTE COME LA BUROCRAZIA E’ MIGLIOR RIMEDIO CONTRO LA NOIA, specialmente nei paesi latini. Costa un po’ più del cinema, però riesce a darti la gioia senza prezzo di vivere per qualche ora o giorno nei panni di un personaggio kafkiano. Talvolta gli spagnoli devono pensare che abbia un po’ di nostalgia della Banania e pensano bene di farmi sentire a casa.

Per ragioni che non sto qui a spiegare ho scoperto che il mio passaporto e la mia carta di identità – che per inciso devo aver perso da poco – non sono sufficienti ad attestare la mia appartenenza all’Unione Europea, ma ho anche bisogno di un documento chiamato Certificado de Registro como Ciudadano Comunitario, ossia qualcosa che si avvicina alla Cessione di Fabbricato rilasciata nella felice Oligarchia di Banania.

Mi dirigo al più vicino commissariato, quello di Abastos, dove uno scazzato poliziotto mi dice di recarmi al commissariato che si occupa di queste cose, in Calle Benlliure, vicino alla Torre de Serranos. Non avendo la più pallida idea di dove sia, torno a casa per cercare la via sullo stradario e scopro che a Valencia ci sono sei o sette Calle Benlliure, nessuna delle quali nei pressi della torre. Consulto allora la pagina web del Ministerio del Interior e scopro che nessun commissariato di Valencia si trova in una strada con quel nome. Chi ben comincia…
Ormai comunque è mezzogiorno e probabilmente arriverei troppo tardi per richiedere qualsiasi tipo di documento, per cui decido di rinviare alla settimana seguente, visto che siamo già al venerdì.


VALENCIA | Mercado de Abastos

Il lunedì, armato di buona volontà, torno al commissariato di Abastos per chiedere spiegazioni, e stavolta un poliziotto un po’ meno scazzato del precedente mi dice che è il commissariato di Calle Bailèn che provvede al rilascio del documento. Mi accorgo di aver capito male l’informazione del primo agente, il che non mi stupisce visto che me l’aveva quasi sussurrata mentre era occupato a contare i minuti che lo separavano dalla fine del turno nel suo gabbiotto 70x70. Auguratagli una diarrea del viaggiatore anche se non si è mai mosso da Valencia in vita sua, mi reco in Calle Bailèn, che conosco molto bene in quanto è una delle vie che costeggia la stazione ferroviaria. Conosco bene anche quel commissariato, poiché mi ci dovetti recare l’anno scorso per richiedere il NIE (Numero de Identidad para Estranjeros), una specie di documento di identità che solitamente viene dato agli extracomunitari per lavorare in Spagna, ma che fa comodo a chiunque cerchi un lavoro qui perché spesso viene richiesto sia agli extracomunitari che ai cittadini europei. Arrivato in Calle Bailèn un bel cartello mi avvisa che il commissariato è stato trasferito in Calle de l’Hospital, e ovviamente non so dove si trovi. Scopertolo, mi ci reco e dopo una breve fila di cinque minuti la vecchia strega di turno mi reindirizza al commissariato di Calle Zapadores, dall’altra parte della città…

Il martedì faccio visita anche ai poliziotti di Calle Zapadores, i quali mi spediscono gentilmente alla Subdelegación del Gobierno, in Calle Ballester. Decido di andare li il giorno dopo, ed intanto che sto in un quartiere nuovo ne aprofitto per fare qualche foto. Vado verso il centro cittá passando per il Mercado de Colón, un gioiello del modernismo valenciano che visito ogni volta che posso, per San Vicente Ferrer, chiesa gotica dedicata al patrono, per la Calle Colón, arteria commerciale di Valencia. Ci scappa anche la meravigliosa cupola dell’Ufficio Postale, da veri intenditori.

VALENCIA | Il bellissimo Mercado de Colón


VALENCIA | Chiesa di San Vicente Ferrer


VALENCIA | Bellissima facciata modernista in C/ Cirilo Amoros


VALENCIA | Uno dei palazzi di Calle Colón


VALENCIA | Correos


Alla Subdelegación del Gobierno mi dicono di recarmi al commissariato di Calle dels Gremis, ossia a dieci minuti a piedi dal mio quartiere, per richiedere la Tarjeta de Residencia, dopodiché recarmi nuovamente in Calle Bailén... Un po’ scazzato stavolta, decido di rimandare tutto a tempi migliori e mi godo il bel sole di Valencia.

QUOTE OF THE DAY |All I need to make a comedy is a park, a policeman and a pretty girl. Charlie Chaplin