
Tuesday, September 30, 2008
Saturday, September 27, 2008
19 | Do you speak Portuguese?
IERI SONO STATO ALLA SCUOLA D'IDIOMI. Due volte. Dopo aver controllato la pagina internet della Escuela Official de Idiomas mi sono accorto che rimanevano dei posti vacanti per le lezioni di Portoghese, sia la mattina che la sera, e ho deciso quindi di fare un ennesimo tentativo.Arrivato alla scuola ho parlato con un giovane segretario che stava quasi per immatricolarmi, ma mi mancava il NIE (Numero de Identidad Extranjeros) per cui sono dovuto tornare a casa a prenderlo. Dopo un'oretta ero nuovamente allo sportello della segreteria, ma alla fine mi mancava comunque sempre qualcosa: il titolo di studio spagnolo, o uno qualsiasi purchè convalidato in Spagna. Visto che mia madre non è riuscita a trovare il mio diploma di licenza media praticamente non ho alternative: devo parlare con la prof e infiltrarmi a lezione.
Once there I spoke with a young secretary who was about to register me, but I forgot the NIE (Numero de Identidad Extranjeros) at home, so I had to back later. After about one hour I was again there, but I was still missing something: my Spanish qualifications, or any qualifications valid in Spain. Since my mother could not find my qualifications of secondary school I have no choice: I must speak with the professor and sneak a peak.
Spero di trovare un po' di tempo per scrivere all'Unione Europea e chiedere a chi si occupa di queste cose perchè col mio Master in Architettura, in Europa, mi ci posso praticamente pulire il culo. Quando uniformeranno i titoli di studio in questa sfigata accozzaglia di paesi che chiamano Unione Europea? E' paradossale...come se un laureato del Connecticut dovesse omologare la sua laurea per poter lavorare, chessò, in California! DISGUSTORAMA!
I hope to find the time to write to the European Union and ask them why in Europe I can just clean my ass with my Master in Architecture. When they will finally make uniform all the qualifications in this concoction of countries called European Union? What happens is paradoxical, like if somebody who graduated in Connecticut should equalize his qualifications to work in California! ODIOUS!
QUOTE OF THE DAY | For the first time since the Roman Empire we have the opportunity to unite Europe. Romano Prodi, EU commission president, 13 Ottobre 1999
18 | The 8th line
TALVOLTA LE NOTTI POSSONO ESSERE MAGICHE. Evidentemente lo sa anche il mio laptop HP che ieri notte, tra una pagina di Facebook ed una puntata di Camera Café, ha tirato fuori come per magia un'altra delle sue graziose linee colorate verticali, l'ottava per la precisione. Questa è fucsia ed è la più vicina al margine destro dello schermo...chissà cosa mi riserverà il domani! Per adesso allego un'altra foto che testimonia l'agonia del mio computer, e ricordate: NON COMPRATE HP! HP FA CAGARE!!SOMETIMES NIGHTS CAN BE MAGIC. Perhaps also my HP laptop knows it because last night, between a page of Facebook and an episode of Camera Café, magically showed a new pretty colored vertical line, the eight one. This one is fuchsia and it's the closest to the screen's border...I wonder what will happen tomorrow! In the meantime I post another picture which witnesses the agony of my computer, and remember: DO NOT BUY A HP! HP SUCKS!!
Thursday, September 25, 2008
17 | I just wanna fly
NEL MIO LAVORO NON CI SI ANNOIA MAI. Qualche mese fa, all'inizio dell'estate, qualche intelligentone dei piani alti aveva introdotto un'orribile canzone che tutti i capo cabina dovevano far partire a tutto volume prima di iniziare ogni servizio di ristorazione, una decina di minuti dopo il decollo. Risultato: uscì una circolare in cui si vietava di riprodurre la suddetta canzone, probabilmente in seguito alle proteste di parecchi passeggeri. Ancora ricordo i voli alla mattina presto, con i passeggeri che si svegliavano di soprassalto alle sei grazie alla simpatica canzoncina, il cui scopo era probabilmente quello di svegliare più gente possibile affinchè a bordo si potesse vendere qualche caffè o cappuccino in più. L'unico risultato era, ovviamente, quello di far incazzare tutti senza aumentare peraltro le vendite, il vero motore che muove i nostri aeromobili.IN MY JOB WE NEVER GET BORED. Months ago, at the beginning of summer, some smart ass of upper floors introduced a terrible song that every cabin supervisor must play out loud before every on-board bar service, about ten minutes after take-off. Result: they issued a memo which forbid to play the above-mentioned song, probably because some passengers complained. I still remember the flights on early morning, when the passengers woke up suddenly thanks to the ducky song, whose only purpose was probably to wake up as many passengers as possible to sell few coffees or cappuccinos more. The only result was obviously to piss everybody off without increase the sales, the real engine of our aircrafts.
Now, after a couple of month of acoustic break, there is a new memo about that infernal song and I can already forecast the effects it will produce. Since in our company any memo is as valid as Gengis Kahn's orders, that means it will be followed with fear and self-abnegation, the cabin's supervisors will torture again our poor passengers, whose only sin is to buy cheap tickets (and even not always cheap). I will have to listen to a couple of minutes of yells over the sound barrier per flight, in every service. It means around six songs per day, plus other eight thousand daily PAs we make trying desperately to sell everything, and more.
VALENCIA | Ritorno al passatoSi sa che gli Americani sono sempre all'avanguardia nella tutela dei consumatori, e curiosando online sono capitato su KATU.com, un quotidiano online di Portland, nell'Oregon. Ho trovato un'interessante articolo che riguarda alcuni centri commerciali della città che, ironia della sorte, ha dato i natali sia a Matt Groening che a Ray Dolby, l'ingegnere che inventò i sistemi di riduzione del rumore e il Dolby Surround. Nell'articolo (che potete leggere in inglese su questo link) si narra di come il livello sonoro della musica in alcuni negozi superi la soglia di tollerabilità, tanto che parecchi clienti escono subito dai negozi in questione mentre altri si rifiutano addirittura di entrare. Purtroppo da un aereo non si può uscire, se non a destinazione. L'articolo mette in rilievo inoltre la pericolosità di elevati livelli sonori soprattutto per i dipendenti delle ditte in questione, la cui politica è quella di non abbassare il volume della musica, nemmeno di fronte a reiterate proteste dei clienti. I dipendenti inoltre, per paura di subire ritorsioni, non si lamentano con le autorità competenti, nel loro caso la OSHA-Occupational Safety and Health Administration, per cui queste non possono intervenire.
We all know that Americans are always in the forefront in consumerism and having a look online I found KATU.com, an online newspaper of Portland, Oregon. I found an interesting article about some commercial centers of this city where were born, twist of fate, both Matt Groening and Ray Dolby, the engineer who invented the systems of noise reduction and the Dolby Surround. In the article (that you can read here) they say how the volume of the music in some stores goes beyond the noise threshold, so much so that some customers run away from the shops and some others not even enter. Unfortunately you cannot get out of a plane, unless you reach your destination. The article remarks the danger of high levels of sound for the employees in particular, since the corporate policy is not to turn down the music, not even when customers complain. Moreover the employees, afraid of reprisals, do not report the problem to the OSHA-Occupational Safety and Health Administration, so it cannot intervene on their behalf.
Cindy Behrand (presumo sia un otorinolaringoiatra) nell'articolo esprime preoccupazione per la pericolosità delle tecniche di vendita ad alto volume: "If you leave feeling like your hearing is a little muffled or you have ringing in your ears, that can be a sign of some damage and long term-effects would be noise-induced hearing loss".
Audiologist Cindy Behrand says these high volume sales tactics are dangerous: "If you leave feeling like your hearing is a little muffled or you have ringing in your ears, that can be a sign of some damage and long term-effects would be noise-induced hearing loss".
Come si suol dire in questi casi, una volta toccato il fondo, si può sempre scavare! E allora cantiamo tutti in coro fino alla sordità: let's fly, let's fly...!!
As they say, once in the bottom you can always dig! So let's sing all together till hearing loss: let's fly, let's fly...!!
QUOTE OF THE DAY | A lot of people believe that if everybody just did what they were told -obeyed- everything would be fine. But that's not what life is all about. That's not real. It's never going to happen. Matt Groening
16 | Roots
QUESTA MATTINA PENSAVO AI MIEI NONNI. Un ricordo abbastanza triste, dal momento che se ne sono andati entrambi. Pensavo a quando erano giovani, alla vita che si faceva a quel tempo, quando bisognava essere veramente coriacei o non si tirava avanti. Di nonno Edoardo ho un ricordo allegro, forse perchè le poche volte che lo vedevo era sempre di buon umore, sempre con quell'aria un po' da furbacchione. D'altronde credo che fosse quasi sempre così, mi ricorda molto mio fratello Sergio.
Mio padre mi raccontava spesso di quando il nonno lavorava in una cava: si occupava di far brillare delle cariche esplosive che avrebbero procurato il materiale necessario alla costruzione di nuove strade nell'allora semi-selvaggia Sardegna. Una volta mio padre andò a trovarlo sul lavoro e per poco non ci lasciava le penne a causa dell'esplosivo.
Storie lontane nel tempo che però non smettono mai di affascinarmi, forse perchè le ho vissute pure io, pur non essendo stato fisicamente presente. Chissà che si dirà di me, un giorno. Se avrò mai dei discendenti potrei raccontar loro di quando tentai la fortuna in Spagna e mi ritrovai a lavorare a quarantamila piedi di quota. O di come mi salvai dallo tsunami del 2004, il Grande Tsunami, magari rendendo la storia un po' più colorita di quello che è, sebbene non ce ne sia bisogno in realtà. Ancora oggi in paese c'è qualcuno che mi chiama Tsunami.
Ricorderò sempre quella volta in cui andammo ad Alghero per trovare i parenti e, mostrandoci un po' schivi di fronte agli spiccioli che ci regalava nonno Edoardo, questi ci rispose: "Non vi preoccupate, che ne ho altri!! Io, se voglio, domattina vado in banca e ritiro anche cinquantamila lire!!". In quel momento ci venne da sorridere a tutti.
Anche di nonno Giomaria ho un buon ricordo, un misto di affetto ed ammirazione. Credo di non aver mai conosciuto in vita mia qualcuno che ha lavorato tanto quanto lui. Iniziò da piccolino, in un tempo che risale a circa cento anni fa -ma potrebbero essere mille o più- quando i figli maschi davano una mano in famiglia non appena possibile, verso i sei o sette anni di età.
In seguito, per tutta la vita, ha lavorato in campagna senza sosta, ogni santo giorno. Forse si è preso una pausa soltanto per il suo matrimonio e il viaggio di nozze a Roma. Che io sappia, l'unico viaggio della sua vita, se si esclude un breve pellegrinaggio a Lourdes quando io avevo più o meno quattordici anni.
Me lo ricorderò sempre alla stessa maniera: buono, serio, infaticabile. Una parte di quella campagna che è stata la sua vita ora appartiene a noi e, malgrado ce l'abbiano bruciata già due volte, è sempre lì. E finchè sarà lì ci sarà anche nonno Giomaria, che sorride sornione tra sassi e ulivi. Quando partivo per andare a studiare a Roma mi guardava sempre con quei fieri occhi azzurri come due zaffiri, dai quali traspariva quasi ammirazione perchè per lui "a studiare si fa più fatica che a lavorare". In realtà quello che provava ammirazione ero io.
QUOTE OF THE DAY | Su traballu fattu cum coru, est aggradessiu a Deusu/Il lavoro fatto con il cuore è gradito a Dio. Detto popolare sardo
Wednesday, September 24, 2008
15 | The 7th line

Per accentuare la malinconia che arriva con l'autunno, il mio HP ha deciso di regalarmi un'altra linea sul proprio schermo: ormai è la settima, come i peccati capitali. Dovrei scrivere un nuovo post per ogni nuova linea...se ne avrò il tempo penso proprio che lo farò! Per adesso magari inizierò a disegnare un volantino che spieghi TUTTE le eccezionali qualità dei portatili HP per lasciarne poi qualche copia nel reparto di informatica dei centri commerciali che visito...
QUOTE OF THE DAY | Whoever is detected in a shameful fraud is ever after not believed even if they speak the truth. Phoedrus
Saturday, September 20, 2008
14 | Last day of summer
L'ULTIMO GIORNO D'ESTATE SEMBRA IL PRIMO DI PRIMAVERA. Il sole splende tiepido, i passeri cercano cibo tra l'erba, i padri portano a spasso i figli e le coppiette si baciano all'ombra degli alberi del Parque del Retiro. Sono arrivato a Madrid insieme a Capitan Levante ieri mattina alle 9:30, dopo quattro ore di bus da Valencia...praticamente era quasi una giornata di lavoro!Talvolta si viaggia per piacere, talvolta per lavoro, altre volte ancora per trovare amici e parenti. Ultimamente io e Paolo viaggiamo per busonate. Non sapete che significa? Beh, praticamente funziona così: la compagnia ci fa una o più puttanate fino a farci meditare l'idea di cercare lavoro per altri vettori. E' una cosa ciclica, che ci capita quando apriamo un po' gli occhi e, puntualmente, ci ritroviamo di fronte alla tristezza da motel sulla statale che regna nella nostra bella famiglia polacco-irlandese.
Qualche mese fa, all'apice dello smaronamento, andammo a Stoccolma per un Open Day di Emirates Airlines, ma l'audace compagnia del Golfo dietro ad un aspetto sgargiante come il rosso dei cappellini delle proprie hostess nascondeva un'anima nera come il petrolio dei pozzi nel deserto.
Questa volta, in seguito all'imminente chiusura autunnale della base e a voci più o meno attendibili riguardanti licenziamenti a tappeto, abbiamo deciso di fare un salto a Madrid per convertire la nostra licenza per i Boeing 738 nel TCP (Tripulantes Cabina Pasajeros) spagnolo, un documento fondamentale per chiunque voglia lavorare per compagnie aeree spagnole. Così appena arrivati in città ci siamo recati al Ministerio del Fomento, corrispondente al nostro Ministero dei Trasporti, che si trova nel Paseo de la Castellana. L'edificio è un palazzone di stampo kafkiano o fantozziano -fate voi- la cui mole occupa diversi isolati. Lo stile architettonico è adeguatissimo alla funzione dell'edificio: non fosse un ministero potrebbe essere soltanto un casermone, o un qualsiasi edificio pubblico di Mosca.
Nella hall, a sinistra, si trova l'ufficio informazioni, mentre a destra ci sono i controlli di sicurezza per accedere all'atrio con gli ascensori. Una volta all'interno nessuno ha fatto più caso a noi, che ci siamo aggirati indisturbati di ufficio in ufficio finchè non ci hanno dato il modulo giusto per la nostra richiesta. Allegati tutti i documenti necessari, tra cui il bellissimo (!) diploma del B737 stampato su carta alimentare, abbiamo lasciato il ministero per andare al centro e goderci un po' di Madrid. Spero che ci convertano la licenza così avremo qualche porta in più da poter aprire.
La serata del Venerdì l'abbiamo passata con alcuni amici di amici bevendo qualche caña nei pressi del Palazzo Reale e più tardi abbiamo cenato con loro al Bangkok, un ristorante thailandese vicino a piazza dell'Opera. Il Tom Yam piccante e le cameriere dai capelli lisci e la pelle scura mi hanno fatto ripiombare per qualche attimo nell'atmosfera incantata della mia amata Thailandia.
Dopo cena siamo tornati in Spagna dalla porta principale: vagabondaggio per i locali del centro con chupitos e cubatas inclusi! Questo lato di Madrid merita decisamente una visita più approfondita! ¡Que viva España!
QUOTE OF THE DAY | Maldita ciudad, no es tu mejor momento y aún estás hermosa. He de confesarte que te eché de menos. Agarro la guitarra y canto para ti. Qué bueno estar en casa. Vuelvo a Madrid. Ismael Serrano
Thursday, September 18, 2008
13 | Cast Away
PER FORTUNA CHE C'E' BILLUND. Billund è una piccola cittadina nel bel mezzo dello Jutland danese, vagamente famosa per aver dato i natali a Ole Kirk Christiansen, il fondatore dei mattoncini Lego.Per me Billund significa un pallosissimo volo di due ore e quaranta minuti in cui non c'é quasi niente da fare per la maggior parte del tempo, ma sebbene la noia regni sovrana talvolta può essere una buona occasione per buttare giù due righe del blog.
Ultimamente tutto va un po' male: qualche problema di famiglia (come scrivevamo nel libretto delle giustificazioni del liceo), il contratto dell'appartamento che scade a fine mese, la base che chiude da inizio Novembre a metà Dicembre ed altri problemi vari. Un bel pout-pourrì, non c'é che dire.
La prossima settimana dovrò iniziare a cercar casa con Capitan Levante, mentre il bucio andrà a vivere a casa delle ragazze di fronte, finalmente. Stavamo pensando di cercare qualcosa vicino al campus universitario, per aumentare le possibilità di conoscere qualche persona normale, visto che i nostri colleghi sono, per usare un eufemismo, abbastanza speciali.
Una volta risolto il problema dell'alloggio ci toccherà pensare a quello del lavoro. Qualche tempo fa uno dei boss della compagnia, un tale Wilson (si esatto, come quello di Cast Away) venne a Valencia per dirci che, dato il calo di passeggeri nei mesi invernali, la base avrebbe chiuso per sei settimane. Ma niente paura, "Vi aiuteremo!", disse.
Io chiesi il transfer temporaneo a Nykoping e Capitan Levante a Marsiglia, mentre molti altri chiesero di essere mandati in altre basi per evitare di rimanere sei settimane senza stipendio. Ma sia quelli che hanno un contratto, che in teoria garantisce un salario minimo mensile, sia quelli che come me non l'hanno, sono stati informati senza troppi giri di parole che la base chiude per cui ce la prendiamo semplicemente 'nder culo.
Alcuni hanno provato a farsi spostare le ferie per farle coincidere col periodo di chiusura, ma non hanno ottenuto niente. Altri hanno chiesto invece come mai ci venga negato un trasferimento temporaneo che, visto il buono stato di salute della compagnia, non costerebbe nemmeno poi tanto: per accontentarci sarebbe sufficiente che tutti volassero un po' meno. Ma si sono sentiti rispondere che "it's over", è finita. Semplicemente non ci aiutano perchè è più economico così, e tanti saluti ai diritti dei lavoratori. In altre basi hanno iniziato a dare ferie non pagate senza che nessuno le chiedesse...
La compagnia adotta una politica da capitalismo selvaggio, ossia fanno una puttanata dopo l'altra e neanche ti chiedono scusa. Anzi, ti trattano ancora più di merda per aumentare la pressione su di te ed evitare che i più rincoglioniti si focalizzino sui problemi più gravi. Per questo motivo in molti hanno ricevuto una lettera in cui si dice, nemmeno tanto velatamente, che la compagnia non è affatto soddisfatta delle loro performances di vendita e che verranno presi dei provvedimenti nel caso in cui la tendenza non cambi. Gia, perchè per chi non lo sapesse il lavoro dell'assistente di volo consiste nel vendere la maggior quantità possibile di puttanate nel minor tempo possibile, invece che nel prendersi cura della sicurezza e del comfort dei passeggeri. Almeno qui da noi. D'altronde siamo gli unici ad avere un boss che ha proposto i pompini tra i servizi di bordo! E quella, senza dubbio, è stata la migliore idea che abbia mai avuto!
Capitan Levante ha chiesto il transfer a Marsiglia, ma gli è stato rifiutato. Dopo ha scoperto che alcuni cabin crew di Marsiglia sono stati spediti contro la loro volontà ad Edimburgo, dove in Novembre aprirà una nuova base. Saputo ciò, il nostro Capitano ha chiesto un transfer in Scozia di sei mesi, dal momento che nelle nuove basi hanno sempre bisogno di personale. Ma, ahimè, anche quello gli è stato negato.
Beh, vorrà dire che con tutto il tempo libero che avremo a disposizione potremo dedicarci a qualche attività da Cavaliere Nero...
QUOTE OF THE DAY | Don't worry Wilson, I'll do all the paddling. You just hang on. Chuck Nolan/Tom Hanks in "Cast Away"
Friday, September 12, 2008
12 | Meantime
MI PIACE VOLARE A PORTO. In attesa di studiare il Portoghese, mi accontento di volare in Portogallo. Mi piace il sole che ti acceca quando scendi per la scaletta dell’aereo, mi piace l’accento del personale di terra e mi piace assistere al boarding nello spazio un po’ sonnolento del nuovo terminal. Oggi, prima di volare, mi sono letto qualcosa su Fernando Pessoa, probabilmente il più famoso poeta portoghese, e ho scoperto che scriveva perfettamente in Inglese, dato che visse per molti anni in Sud Africa.Far away, far away,
Far away from here...
There is no worry after joy
Or away from fear
Far away from here.
Her lips were not very red,
Not her hair quite gold.
Her hands played with rings.
She did not let me hold
Her hands playing with gold.
She is something past,
Far away from pain.
Joy can touch her not, nor hope
Enter her domain,
Neither love in vain.
Perhaps at some day beyond
Shadows and light
She will think of me and make
All me a delight
All away from sight.
Più tardi siamo poi andati a Forlì, e il volo per Forlì del venerdì sera è una specie di follia, ma questo richiederebbe un post a se…
QUOTE OF THE DAY | I know not what tomorrow will bring. Fernando Antonio Nogueira Pessoa
Wednesday, September 10, 2008
11 | Hewlett&Pacco
UN ANNO E MEZZO FA HO COMPRATO UN PORTATILE HP. La Hewlett&Packard, azienda statunitense con sede a Palo Alto, CA. (la stessa città di Fontecedro), è diventata di recente il primo produttore al mondo di computer portatili. Probabilmente perché in molti, come me, si sono fatti convincere, oltre che dalle prestazioni, anche dal design elegante e raffinato, impreziosito da rifiniture luminose blu elettrico che danno un tocco quasi gay abbastanza affascinante.
Quello che la Hewlett&Packard non dice dei suoi prodotti è il piccolo difetto che moltissimi utenti, tra cui me, hanno riscontrato poco dopo un’anno dall’acquisto, ossia a garanzia scaduta: come potete vedere dalle foto, sullo schermo iniziano ad apparire delle linee verticali dovute all’eccessivo surriscaldamento del portatile. Attualmente sul mio monitor ne ho cinque, e non vi dico il fastidio che dà vedere un film in questo modo. Il processo, chiaramente dovuto ad un difetto di fabbricazione, colpisce maggiormente gli schermi più grandi, dai 17’’ in su, e purtroppo è irreversibile. Nel giro di pochi mesi lo schermo si riempie via via di linee verticali che vanno dal giallo al magenta e l’unica soluzione è la costosa e inutile sostituzione dello schermo. Costosa perché HP, non riconoscendo il difetto di fabbricazione, chiede almeno 400 euro, ed inutile perché dopo qualche mese il problema si ripresenta. Questo è il testo della mail che mi ha inviato HP in seguito a una mia richiesta di informazioni:
Egregio sig. Carboni,
grazie per aver contattato l'Assistenza Clienti HP.
In merito alla Sua richiesta, considerando la natura hardware del guasto evidenziato, La informo che non vi sono prove tecniche da eseguire sul computer e che solo una riparazione potrà risolvere il malfunzionamento da Lei descritto.
Essendo il prodotto fuori garanzia, La invito a verificare modalità e prezzi del servizio di riparazione al seguente collegamento:
www.hp.com/it/oow
Cordiali saluti,
Andrea Crivellaro
Hewlett Packard Assistenza Clienti.
Curiosando in rete ho trovato parecchi forum che si occupano della questione, sia in Inglese (http://hpverticalline.com/) che in Italiano (http://petizionecontrohp.forumfree.net/) e Spagnolo (http://nomerayeselhp.blogspot.com/). Tutti gli utenti si lamentano del problema, ma soprattutto si lamentano della presa di posizione di HP, che rifiuta le riparazioni gratuite come dovrebbe invece fare, visto che il difetto non dipende né dal cattivo uso del computer né dalla normale usura. In parole povere HP vende deliberatamente dei laptop difettosi e in seguito rifiuta di dare assistenza e riparazioni gratuite. A casa mia questa attitudine è comunemente chiamata TRUFFA. Purtroppo, mentre gli Americani hanno qualche speranza di essere risarciti, grazie alla class-action, chi come me ha speso 1200 euro o più e si ritrova con un laptop quasi da buttare via deve mettersi l’anima in pace e pensare di comprare un altro computer. Ovviamente, non della HP.
Per cui se avete in mente di comprare un laptop, ricordatevi che gli HP sono un bel pacco! Quasi quasi nel tempo libero me ne vado al Media Markt (o Media World in Banania) e appena becco qualcuno che sta per comprarsi un HP gli do qualche bel consiglio! Un minimo di boicottaggio fa sempre bene!!
Friday, September 5, 2008
10 | Official Bureaucracy School
È da un po’ che voglio imparare il Portoghese, ma è difficile trovare un corso, anche a pagamento. Mentre per il Francese, l’Inglese e il Tedesco delle classiche barzellette i corsi sia pubblici che privati abbondano, il povero Portoghese è lasciato un po’ in disparte anche qui dai cugini spagnoli.
Fortunatamente a Valencia esiste la Escuela Official de Idiomas (EOI), in cui si tiene un corso di lingua che può aiutare i fan di Abatantuono a capire le evoluzioni gutturali della lingua del vate. Tuttavia ho la sfortuna di essere un cittadino europeo e di vivere, ahimè, proprio in Europa, dove ci si accorge di essere Europei perché abbiamo tutti la stessa moneta (beh quasi tutti) ed esiste la libera circolazione delle merci e delle persone (altrimenti non si potrebbe lucrare sulla manodopera a basso costo) però per qualsiasi altra cosa ci riscopriamo Italiani, Spagnoli, Inglesi e via dicendo, chiusi quanto e come prima del bellissimo sogno chiamato UE.
Ne ho avuto un’ulteriore conferma qualche giorno fa, quando mi sono recato alla EOI per chiedere informazioni. Dopo una mezz’ora di fila ho avuto una breve chiacchierata con una delle segretarie, la quale mi ha detto che ci si immatricola il 18 e che sono sufficienti una foto, una fotocopia del passaporto, 63 euri e un titolo di studio…spagnolo! Le spiego che sono Italiano perciò posso portare tutti i titoli di studio che vuole, stampati su foglie di banano ovviamente, ma non vanno bene. Ciò nonostante mi spiega che non c’è nessun problema, basta sostenere un semplice esamino e tutto si risolve.
-Che esame?- chiedo io
-Mah…un esamino semplice semplice, chiama questo numero e fatti dire dove e quando si svolgerà!-
-Si ma…è un esame di lingua?-
-Ecco, non so…io non l’ho mica fatto!-
-Ah capisco. E chi risponde a questo numero?-
-Non so…quelli che si occupano dell’esame-
-Il ministero? Un’associazione? Il comune?-
-Non so…ma non ti preoccupare, che tanto è facile!-
Felice di sapere che anche gli Spagnoli la pensano come gli Italiani (non ci si meravigli se c’è crisi in Spagna!) mi congedo e torno a casa nel sole ancora caldo di primo Settembre. Nel pomeriggio chiamo il misterioso numero, che tra parentesi corrispondeva al Consell de Obras, e mi viene detto che dal 6 di Giugno quell’esame non esiste più: era così semplice che è stato abolito!
Ieri sono tornato alla EOI con Capitan Levante ed Eva: solita fila di mezz’oretta, solita risposta. Senza il titolo di studio spagnolo non posso iscrivermi. La tipetta mi consiglia di farmi convalidare gli studi qui, ma già chiesi come farlo tempo fa e per la laurea ci vuole più o meno un secolo, tanto vale prenderne un’altra direttamente in Spagna. Le dico che è assurdo che pur avendo una laurea in Banania qui non possa nemmeno iscrivermi ad un corso di lingua, ma quella serafica mi risponde che “purtroppo le leggi non le faccio io”. Già. Un bel grazie all’Unione Europea, che ancora non si è decisa ad equiparare dal principio tutti i titoli di studio degli stati membri, ad emettere qualsiasi documento relativo ad essi in doppia lingua, a chiamare le nostre lauree banana col nome appropriato, cioè MASTER, e via dicendo.
Per fortuna sono vaccinato da trent’anni contro questo tipo di puttanate, per cui troverò una soluzione. Al momento ho tre possibilità di iscrivermi al corso di Portoghese, molto distinte tra loro:
Soluzione legale: farmi spedire la licenza elementare o media dalla Sardegna e chiederne la convalida in Spagna. Macchinosa e noiosa.
Soluzione clandestino: aspettare che inizi il corso e chiedere al prof se posso seguirlo pur non essendo iscritto, per amor dell’Arte.
Soluzione illegale: mettermi un pomeriggio su Photoshop e fabbricarmi un documento che sia sufficiente a fare fessi quelli della Escuela Official de Idiotas. Inutile dire che è la soluzione più intrigante…d’altronde anche Tanzi ha fatto tutti fessi scannerizzando la carta intestata della Bank Of America! Un grande!
Vi lascio a meditare sull’insostenibile leggerezza dell’essere…europei!
QUOTE OF THE DAY | Bureaucracy is the art of making the possible impossible Javier Pascual Salcedo











