Saturday, August 2, 2008

09 | A hell called Stansted


HO SEMPRE ODIATO L’AEROPORTO DI STANSTED. Esattamente come il paese dove è stato costruito, a prima vista sembra bello ed efficiente, ma basta soffermarvisi per un po’ per scoprire che fa cagare. È bianco e immenso, come la Disco Labirinto, tuttavia non c’è mai posto per sedersi e c’è sempre tanta di quella gente che per andare in bagno bisogna fare un Super G tra le file di passeggeri in attesa ai check-in. Ci sono anche tantissimi negozi, ma non si può comprare mai un cazzo perché nessuno ha ne avrà mai idea di cosa sia l’Euro, e francamente pagare una bottiglia d’acqua da una sterlina e cinquanta con carta di credito mi sembra un po’ eccessivo, anche perché ho sempre la paranoia che mi tocchi pagare cinque o sei euro di commissione.

STANSTED | Bianco, senza luci colorate, lungo un centinaio di chilometri...

A Stansted ci sono telecamere ovunque, quasi ci si dovesse aspettare una rapina, e ovunque sono sparsi avvisi e consigli sulla sicurezza, come se quello che ti precede sulle scale mobili fosse un amico di Bin Laden con tanto di giubbetto al tritolo.

Il controllo passaporti è già una buona introduzione di questo aeroporto: un’enorme insegna bianco-blu sulla quale campeggia la scritta UK Border ricorda ai viaggiatori che qui finisce l’Europa, e inizia la terra di Sua Maestà: state per entrare nel mondo al rovescio, dove si guida contromano, si tromba di più ma lo si ammette di meno – non che sia un male – e dove per caffè “normale” si intende quello americano, da mezzo litro e da bere rigorosamente alla temperatura di fusione del tungsteno. L’espresso, qui, è anormale.


STANSTED | Controllo passaporti

Sono passato per Stansted decine di volte e quella scritta mi fa sempre incazzare come se fosse la prima volta che la vedo. Sembra voler dire con vanto Hey, stronzo, stai per entrare nel posto più fico del mondo. Inchinati e sta zitto! Per quanto mi riguarda potrebbero mettersi quel vanto di UK Border in un altro posto, magari nella hall delle partenze piuttosto che in quella degli arrivi.

Se comunque vi state chiedendo perché vi parlo di Stansted la risposta è molto semplice: perché mi trovo nel volo STN-VLC delle 17:25, che tuttavia non è ancora partito malgrado siano già le 18:15. Sono a Londra perché ieri mi hanno chiamato dallo stand-by poiché un assistente di volo della base vicino a Stoccolma si è sentito male durante il
volo per Valencia e sono stato io il fortunato che lo ha sostituito. Così ieri sera, mentre tornavo da un giro in bici, mi hanno chiamato e mi è toccato docciarmi, rasarmi, mettermi l’uniforme col metodo Clark Kent e correre all’aeroporto. Ovviamente ho preso la metro, visto che nella mia compagnia sono così intelligenti da perdere un pacco di soldi ritardando ulteriormente l’aereo piuttosto che pagarmi un taxi. Tuttavia sono arrivato in tempo (ho un’ora dal momento in cui vengo contattato) e ho scoperto che quello che stava male era Ben, uno dei colleghi di Capitan Levante che ho conosciuto quando sono andato con lui a Stoccolma. Oltre a lui c’erano Ale e Moni, due slovacche che erano venute a Valencia per visitare Capitan Levante mentre io partivo per Malta, a inizio Giugno. Così è stato un po’ come essere a casa. All’arrivo ho incontrato nella crew room Francisco “El Canario”, mio ex-compagno di training, che si è offerto di ospitarmi da lui, però visto che pagava la compagnia ho deciso di andare allo Scandic Hotel. Alla fine si è rivelata una pessima scelta, poiché ho dovuto pagare io e adesso mi tocca rompere le palle ai capi per avere un rimborso…li mortacci loro!

NYKOPING | Io con la crew. A destra, Ben!

Come se non bastasse sono le 18:30 e dobbiamo ancora partire… Almeno sono a bordo, cosa che a Stansted è gia abbastanza difficile da ottenere. Oggi al check-in desk volevano mettermi in attesa, ma ho dissuaso il ragazzetto abbastanza velocemente con il mio sguardo spiazzante a duplice effetto incazzato-scazzato, mentre ai controlli di sicurezza una rincoglionita babbiona inglese prima mi ha fatto il pistolotto perché avevo l’ID aeroportuale in bella mostra, poi si è scordata di mettere i miei effetti personali nella macchina a raggi x, facendomi perdere minuti preziosi che mi sono costati un tremila siepi tra passeggeri e bagagli per raggiungere in tempo la porta d’imbarco…

STANSTED | Domo incazzato per l'attesa infinita

Sono le 20:20 e siamo in volo da un pezzo, finalmente… Temevo quasi di dover passare la notte in Inghilterra!! Que asco!!! Ho anche preso qualcosa da mangiare a bordo, tanto per vedere se verrò rimborsato…altrimenti tornerà il Cavaliere Nero! Non sapete chi è? Beh, forse questo pezzo del mitico Gigi potrà schiarirvi le idee…alla fine della storiella c’è una morale molto interessante, esattamente come alla fine di questo post, ossia….STATE LONTANI DA STANSTED!!


GIGI PROIETTI | Il Cavaliere Nero

QUOTE OF THE DAY | Quando Chuck Norris va in Inghilterra, tutti guidano a destra per non innervosirlo. Lui, per non mettere gli inglesi a disagio, guida il pick-up dal sedile del passeggero. http://welovechucknorris.blogspot.com