Wednesday, May 14, 2008

07 | UNESCO Dream | La Lonja de la Seda, Valencia

UNO DEI MIEI SOGNI È QUELLO DI VISITARE TUTTI I PAESI DEL MONDO e, nello specifico, tutti i siti dichiarati Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO, per poi magari raccogliere i miei pensieri e le mie foto in un libro. So già che esistono chissà quanti libri sull’argomento, ma sarebbe bello fare il mio libro.

I siti UNESCO sono attualmente 830, distribuiti in 138 nazioni nel mondo. Di questi, ben 41 si trovano in Banania e 40 nella sola Spagna, paesi che da soli risultano detentori del 10% circa del totale. Io finora ne ho visitato ben pochi e tra questi mi sembra giusto iniziare con quello che si trova nella città nella quale attualmente vivo.

Qui a Valencia solo un edificio può vantare tale prestigio: è la Lonja de la Seda, considerata da alcuni il più brillante esempio di gotico civile europeo. La Lonja è entrata a far parte del patrimonio UNESCO il 5 Dicembre 1996, come ricorda la targa situata nel giardino. I criteri che le hanno permesso di entrare di diritto tra i siti più importanti del mondo sono il rappresentare un capolavoro del genio creativo umano (i) e l’essere un esempio di un tipo di edificio, insieme architettonico o tecnologico o paesaggio che illustri una tappa fondamentale nella storia dell’umanità (iv).

VALENCIA | Domo posa fiero di fronte alla targa UNESCO

L’edificio fu iniziato il 5 Febbraio 1483, come ricorda l’iscrizione dello scudo situato nell’angolo tra Calle Pere Compte e Calle La Lonja, ossia nel XV secolo, il cosiddetto secolo d’oro valenciano. Durante questo periodo Valencia acquisì importanza e ricchezza grazie ai commerci che passavano per il suo porto, all’epoca uno dei principali del Mediterraneo.

La costruzione della Lonja fu iniziata in stile gotico flamboyant dall’architetto e ingegnere Pere Compte e da Johan Yvarra e non si concluse prima del 1533. L’edificio era, oltre alla maggiore fabbrica architettonica valenciana del tempo, anche un’operazione propagandistica atta a dare lustro alla città e attrarre nuovi capitali. Inoltre rappresentava l’orgoglio cittadino poichè avrebbe dato a Valencia la nobiltà e l’onore che le spettavano.

VALENCIA | La Lonja vista dal satellite

La Lonja sorge di fronte al Mercado Central, altro spettacolare edificio valenciano, e si articola in tre corpi di fabbrica – la Sala de Contratación, il Consulado del Mar e la Torre – piú il giardino.

VALENCIA | Pianta del pianterreno della Lonja

La Sala de Contratación, o Salón Columnario, é il primo spazio che si visita ed anche la parte piú suggestiva del complesso: l’ambiente ha pianta rettangolare, suddivisa in tre navate da una doppia fila di maestose colonne tortili, cui corrispondono 16 semicolonne della stessa foggia. La volta é a crociera a costoloni e la sala si presenta quasi priva di decorazione, se si eccettuano i ricami delle splendide trifore e i motivi sugli stipiti dei quattro grandi portali d’accesso, uno per lato.


VALENCIA | La Sala de Contratacion della Lonja

VALENCIA | Portale su Calle Pere Compte

Il disegno delle crociere é basato su di una geometria sferica, scandita dalle nervature che si raddoppiano in ogni quadrante di ciascuna crociera, le cui intersezioni sono marcate da scudi circolari. Il modello di ispirazione viene indicato nella Lonja de los Mercadores di Palma de Mallorca (1426-1446), la cui gran sala presenta molti elementi di affinitá con la piú ricca loggia valenciana, come le sei colonne elicoidali e l’uso della volta a crociera, qui peró con un arco piú accentuato e senza l’appoggio delle semicolonne alle pareti.

VALENCIA | Particolare della volta del Salon Columnario

L’uso della colonna tortile puó essere ricondotto alla descrizione biblica di Boaz e Joachin, le due colonne situate all’ingresso del Tempio di Salomone a Gerusalemme che ispirarono anche quelle del baldacchino berniniano in San Pietro. Risulta tuttavia quantomai appropriato per uno spazio destinato al commercio della seta, come se le colonne fossero state filate da giganteschi bachi alieni usciti dalla fantasia verhoeveniana di Starship Troopers, e l’effetto finale é curiosamente quello di un palmeto, quasi a sottolineare anche all’interno dell’edificio il clima mite della cittá.

VALENCIA | Particolare della scala della torre della Lonja

VALENCIA | Particolare di una delle colonne tortili

Nel padiglione del Consolato, iniziato nel 1497-98 e sviluppato su quattro livelli, troviamo il salone del Consulado del Mar, meno interessante del salón columnario e raggiungibile tramite un grosso scalone che sale dal piccolo ma grazioso giardino situato nella parte nord del complesso. Trattasi anche in questo caso di un vasto ambiente rettangolare, stavolta privo di colonne, la cui maggior bellezza sta nel sontuoso soffitto ligneo policromo i cui decori riproducono una moltitudine di scene che vanno dal gioco di bambini a lotte tra guerrieri sino a figure grottesche, e nel pavimento marmoreo a scacchi. Secondo le cronache del tempo il re Alfonso il Magnanimo si recó a Valencia appositamente per vedere la ricchezza di questo soffitto. Gli altri tre livelli del padiglione sono la sala ipogea a pilastri ottagonali, il salone allora sede del Tribunal del Comercio del Mar e il piano superiore, situato al di sopra del salone, in cui vi erano solo le stanze private del personale della loggia.

VALENCIA | Il padiglione del Consulado del Mar, nella Lonja

VALENCIA | Particolare decoro della facciata su Plaza del Mercado


Nel complesso l’edificio é squisito e proporzionato, dalle grosse dimensioni ma senza eccedere in monumentalismi. Domo ovviamente é stato entusiasta della visita e ha voluto posare di fronte alla sua nuova conquista.

VALENCIA | Domo in posa di fronte alla Lonja


MAGGIOR PREGIO: Geometria delle proporzioni

MAGGIOR DIFETTO: Incapacità di essere “icona”

QUOTE OF THE DAY | Man may be considered as a superior species of animal who produces philosophies and poems in about the same way a silkworm produces their cocoons and bees their hives. Hippolyte Taine


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